Otranto
ha un'antichissima origine: la sua struttura urbana risale
al V sec. a.C., ma vi sono tracce di residenze umane precedenti.
Fu un rilevante centro messapico, poi fiorente porto e "municipium"
romano. Nel corso dei secoli passò da un popolo all'altro
(Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi).
Ma le vicende che hanno reso celeberrima Otranto
si svolsero nel 1480.
Essa fu invasa e devastata dai Turchi, che
occuparono la città dopo un assedio durato dal 28
luglio all'11 agosto. Si impossessarono delle terre intorno
alla città e razziarono tutto ciò che trovarono
sul loro cammino. Il 14 agosto 1480 Achmet Pascià,
il comandante della flotta turca, scelse 800 uomini validi
tra i cittadini di Otranto e promise di aver pietà
delle loro vite se si fossero convertiti all'Islam e avessero
rinnegato la fede Cristiana, vivendo sotto il patronato
turco.
Essi, capeggiati da Antonio Pezzulla, detto
il Primaldo, si rifiutarono. Furono legati, e condotti con
una macabra processione al Colle della Minerva, oggi chiamato
Colle dei Martiri. Qui furono decapitati davanti agli sguardi
sgomenti di mogli, padri, figli e parenti tutti. Il primo
ad essere giustiziato fu proprio Primaldo che, si alzò
prodigiosamente in piedi, nonostante fosse privo di testa,
e non ci fu verso per i Turchi di buttarlo giù fintanto
l'ultimo otrantino non fu decapitato.
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I corpi dei Beatissimi Martiri rimasero lì
come monito per tutti, insepolti per più di un anno.
Quando l'esercito Aragonese liberò la città
l'11 settembre 1481, fu dato l'ordine di raccogliere i resti
degli eroici cittadini. I corpi furono ritrovati miracolosamente
intatti. Oggi si possono visitare le sacre reliquie nella
Cappella dei Martiri, nella navata destra della Cattedrale
dell'Annunziata a Otranto.
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